Storia si Sesto
Con ogni probabilità, la zona oggi corrispondente al comune di Sesto San Giovanni venne abitata già in tempi antichissimi, eppure le prime testimonianze certe si ebbero solo in età più antiche, quando l'area divenne sede di un piccolo insediamento romano. Sesto rimase comunque un borgo di modestissime dimensioni fino agli inizi del 1800, anno nel quale si constatò un aumento impressionante della popolazione che, in poco meno di 200 anni era stata in grado di crescere da 500 a ben 1300abitanti. Il successo non derivò però dalla posizione del comune o dal luogo particolarmente favorevole, bensì, il proprio successo Sesto lo dovette alla rivoluzione industriale e, soprattutto, al settore tessile che si trasformò e trasse nuovo vigore dalle ultime innovazioni.
Nel corso dei primi anni del XIX aprirono proprio a Sesto le prime filande, mentre attorno la metà del secolo entrò in funzione la seconda linea ferroviaria d'Italia la quale vantava una stazione intermedia proprio sul territorio di Sesto San Giovanni. Accanto a questa venne poi innaugurata la prima ippovia d'Italia. Alla fine del secolo, Sesto aveva dunque a propria disposizione tutte le strutture necessarie a costituire la base di un sicuro sviluppo. Sesto San Giovanni, pronta per affrontare le sfide future, assistette così al processo di industrializzazione che caratterizzò gli anni a cavallo tra il XIX ed il XX secolo. La ferrovia consentì comunicazioni più veloci ed efficenti e rappresentò un nuovo modo di viaggiare, dall'altro lato, invece, le fabbriche rappresentarono un attrazione per i numerosissimi operai in cerca di un occupazione.
La popolazione di Sesto crebbe esponenzialmente e concorse al fervere dell'attività politica del comune il quale presto dovette confrontarsi con la dura realtà del fascismo e del secondo conflitto mondiale. Il regime fascista trovò qui molte opposizioni e Sesto, nel corso dell'intero conflitto, rappresentò un punto di riferimento per i movimenti partigiani. La forte risposta che la sinistra diede alla caduta del fascismo, al termine del conflitto mondiale, e la forte industrializzazione degli anni passati valsero così a Sesto il nomignolo di "la Stalingrado d'Italia".
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